La mostra, a cura di Elton Koritari, sarà disponibile dall’11 Maggio 2026 al 16 maggio 2026 e verrà inaugurata l’11 maggio alle ore 12.

In occasione della settimana dell’Innovazione e nel cuore del distretto MIND Milano, epicentro della trasformazione post-industriale e dell’innovazione europea, la mostra costruisce un dialogo teso e necessario tra arte e tecnologia, tra memoria e simulazione, tra corpo e algoritmo.
Il progetto riunisce due artisti internazionali di origine albanese, Ardian Isufi e Shuk Orani, le cui
pratiche si confrontano con le grandi narrazioni del presente: il post-capitalismo, l’intelligenza artificiale e la crisi dell’esperienza autentica.

Al centro, Metallurgic Disney di Isufi: una video-installazione immersiva in VR che trasporta il
pubblico in un parco di divertimenti costruito sulle rovine industriali. Un viaggio vertiginoso tra memoria e spettacolo, dove l’eredità produttiva si trasforma in intrattenimento globale. L’opera rivela, con ironia critica, il trionfo del capitalismo come promessa di evasione: una “nuova terra promessa” che sostituisce le ideologie fallite con un’estetica della fuga e del consumo. Le rovine del passato vengono assorbite nella centrifuga dell’intrattenimento universale, mentre il potere, pur dichiarandosi ancora “del popolo”, si allontana irrimediabilmente da esso.

In contrappunto, l’intervento di Orani introduce una dimensione radicalmente contemporanea: due avatar identici all’artista stesso, generati dall’intelligenza artificiale, dialogano, si osservano e si confrontano fino al progressivo deterioramento reciproco. Non strumenti, ma interlocutori. In questo spazio ambiguo, l’artista non oppone resistenza alla macchina, ma ne esplora il limite: ciò che l’intelligenza artificiale non può fare, sbagliare nel modo giusto, perdersi, intuire. Il collasso degli avatar diventa così una potente metafora della condizione contemporanea, sospesa tra identità moltiplicate e perdita di autenticità.

Le opere di Ardian Isufi approdano al MIND dopo un significativo percorso espositivo internazionale: Metallurgic Disney è stata presentata al Kursaal Santalucia di Bari, alla Galleria Nazionale del Kosovo e alla Galleria d’Arte Contemporanea di Tirana. La ricerca di Shuk Orani invece, si è sviluppata tra Europa e contesti globali, attraversando gallerie e spazi istituzionali.
L’opera di Orani viene a Milano dopo la grande mostra personale alla Galleria Contemporanea di
Tirana, in Albania. A Milano, queste traiettorie convergono in un momento di sintesi, trovando nel contesto del distretto tecnologico un terreno ideale per amplificare le tensioni tra passato e futuro. Pensata nel contesto educativo di Valore Italia, la mostra attiva una riflessione cruciale: quale valore assume oggi il restauro, della materia, della memoria, dell’esperienza, in un’epoca dominata dalla simulazione e dalla riproducibilità tecnologica?
Curata da Elton Koritari, la mostra si configura come un dispositivo critico che attraversa estetica e politica, proponendo l’arte non come risposta, ma come spazio di frizione, dove il futuro non è ancora stabilito, ma continuamente negoziato.

Artisti e curatela:

Ardian Isufi è artista, curatore e docente presso l’Università delle Arti di Tirana dove nel passato è stato anche Preside della Facoltà di Belle Arti. La sua pratica si sviluppa da anni all’intersezione tra arte visiva, memoria politica e spazio pubblico, attraverso installazioni, interventi urbani e progetti curatoriali che interrogano le eredità del passato socialista e le contraddizioni del presente globale. Ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui la Biennale di Tirana e il Padiglione Albanese alla Biennale di Architettura di Venezia, costruendo un linguaggio critico capace di attivare il pubblico su questioni sociali e politiche urgenti.

Shuk Orani, artista multimediale con base ad Amburgo, sviluppa una ricerca che attraversa pittura, astrazione e sperimentazione digitale. Le sue opere, presentate in Europa e oltre, si distinguono per una combinazione dinamica di colore, gesto e sensibilità espressiva, capace di oscillare tra semplicità e complessità. Negli ultimi anni, la sua pratica si è aperta al confronto con le tecnologie emergenti, introducendo nuove dimensioni di dialogo tra identità artistica e sistemi artificiali.

Elton Koritari è un curatore, autore e direttore di progetti culturali tra i più attivi nel panorama contemporaneo. La sua pratica si colloca all’intersezione tra arte, educazione e attivismo sociale, attraverso la costruzione di piattaforme partecipative e progetti internazionali. Dal Padiglione Albanese alla Biennale di Venezia 2018 con Zero Space fino a iniziative come Imago Mundi Albania, Parallel 42, Pressura e Onufri Remade, Koritari ha sviluppato un approccio curatoriale fondato sul dialogo interdisciplinare e sulla capacità dell’arte di generare processi di consapevolezza e trasformazione collettiva.