Trasformare le scoperte scientifiche in terapie reali è stato il tema centrale della seconda conferenza internazionale “Future Trends in Translational Medicine – From Molecules to Therapies”, tenutasi presso il Complesso Universitario di San Giovanni a Teduccio a Napoli il 30–31 ottobre 2025. Organizzato da Human Technopole insieme al suo Centre for Innovation and Technology Transfer (CITT), in collaborazione con Nature Italy e con il patrocinio della Regione Campania, l’evento ha riunito ricercatori internazionali, clinici e rappresentanti dell’industria per esplorare come le scoperte in biologia molecolare, genetica e farmacologia possano essere tradotte in applicazioni cliniche concrete.

La conferenza si è articolata attorno a quattro temi chiave – metabolismocancromalattie genetiche rare e terapia genica e RNA terapeutici – ciascuno rappresentativo di ambiti clinici in cui le opzioni terapeutiche restano limitate e che al contempo offrono nuove opportunità di intervento terapeutico. Con due lectio magistralis e un’ampia gamma di contributi scientifici di alto livello, l’evento ha offerto una panoramica di come la scienza di base possa avere un impatto diretto sulla salute e sul benessere delle persone. In questo contesto, un fil rouge ha attraversato tutti i temi per mettere in luce l’intero percorso traslazionale, dalle scoperte molecolari fondamentali allo sviluppo di terapie mirate, riflettendo in modo vivido l’obiettivo generale della conferenza.

Punti Salienti delle Keynote

La conferenza si è aperta con una lectio magistralis di alto rilievo del Dr. Richard Finn, Professore alla UCLA, il cui lavoro pionieristico sugli inibitori di CDK4/6 ha trasformato il panorama terapeutico per le pazienti con carcinoma mammario. Finn ha ripercorso il passaggio dalle terapie oncologiche generalizzate, applicate in modo uniforme, all’era dell’oncologia di precisione, in cui i trattamenti sono adattati sulla base della biologia tumorale e dei marcatori genetici. Una malattia complessa come il cancro può infatti avere origini molecolari diverse e manifestarsi in modo differente a seconda dei fattori genetici e ambientali individuali. Di conseguenza, non tutti i pazienti possono beneficiare della stessa terapia: è necessario selezionarli sulla base della probabilità prevista di risposta al trattamento. Come ha ricordato il Dr. Finn, la medicina di precisione comporta anche nuove sfide: identificare biomarcatori affidabiliprogettare studi clinici più intelligenti e garantire un accesso equo alle terapie avanzate. “La sfida delle terapie mirate”, ha osservato, “è portare il farmaco giusto al paziente giusto”.

Il secondo giorno, la Dr.ssa Stefanie Dimmeler, Direttrice dell’Institute for Cardiovascular Regeneration della Goethe University di Francoforte, ha tenuto una lectio magistralis di grande rilevanza su invecchiamento e malattie cardiovascolari. Il suo intervento ha sottolineato come l’invecchiamento vascolare, l’infiammazione e l’ematopoiesi clonale siano contributori attivi alla malattia, e non semplici fenomeni legati all’età. Piccole molecole note come senolitici, in grado di eliminare le cellule senescenti, stanno mostrando risultati promettenti nel ripristino della funzione cardiaca e nella riduzione dell’infiammazione. Queste osservazioni aprono la strada allo sviluppo di strategie anti-invecchiamento che potrebbero presto entrare nella pratica clinica cardiovascolare, in particolare nelle popolazioni anziane.

Ripensare il Metabolismo: da Fonte di Energia a Segnale

La prima sessione tematica principale è stata dedicata al metabolismo, con l’intervento introduttivo della Dr.ssa Heidi McBride, Professoressa alla McGill University, che ha invitato a una profonda revisione del modo in cui consideriamo i mitocondri. Tradizionalmente visti come le centrali energetiche della cellula, i mitocondri stanno emergendo come regolatori chiave dell’immunità, della segnalazione cellulare e dell’integrazione delle risposte cellulari. Le terapie future potrebbero quindi mirare alla comunicazione tra organelli e alla dinamica mitocondriale, in particolare in patologie come il cancro e le malattie neurodegenerative.

Successivamente, il Dr. Shingo Kajimura, Professore all’ Howard Hughes Medical Institute (HHMI), ha affrontato il problema del recupero di peso dopo il trattamento con agonisti del recettore GLP-1, farmaci che hanno recentemente rivoluzionato la terapia dell’obesità. Il suo laboratorio ha identificato il ciclo del calcio come un bersaglio promettente per sostenere il dispendio energetico indipendentemente dalla soppressione dell’appetito. Attraverso lo studio dei processi di dissipazione dell’ ATP e dei meccanismi molecolari sottostanti, l’obiettivo è sviluppare terapie capaci di prevenire il recupero della massa grassa preservando al contempo la massa muscolare, un aspetto cruciale per il mantenimento della salute metabolica a lungo termine.

La Dr.ssa Sadaf Farooqi, Professoressa all’Università di Cambridge (Regno Unito), ha poi affrontato la complessa genetica delle forme di obesità grave, una condizione spesso considerata prevalentemente legata allo stile di vita. Il suo lavoro ha mostrato come rare mutazioni in geni coinvolti nella regolazione dell’omeostasi energetica e dell’appetito possano causare obesità a insorgenza precoce. Queste scoperte hanno condotto allo sviluppo di trattamenti mirati che intervengono sulla causa primaria della malattia, offrendo nuove prospettive terapeutiche a pazienti che spesso affrontano non solo difficoltà mediche, ma anche un forte stigma sociale.

Ripensare il Cancro: Affrontare la Natura Dinamica del Tumore

La sessione dedicata al cancro ha visto una ricca successione di interventi incentrati sui più recenti progressi nei meccanismi molecolari e nelle strategie cliniche. La Dr.ssa Celeste Simon, Associate Director all’Università della Pennsylvania, ha aperto con una presentazione sul carcinoma renale a cellule chiare (ccRCC), un tumore che presenta peculiari dipendenze metaboliche, in particolare da colesterolo e acidi biliari. Il targeting di queste vie attraverso l’inibizione dei loro regolatori molecolari rappresenta una nuova strategia per indebolire questi tumori, potenziare la risposta immunitaria e superare i meccanismi di resistenza terapeutica.

Spostando l’attenzione oltre le sole mutazioni genetiche, il Dr. Pier Giuseppe Pelicci, Direttore della Ricerca presso l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, ha esplorato la plasticità delle cellule tumorali e il ruolo dell’adattamento non genetico nella chemioresistenza e nella progressione metastatica. Le sue ricerche sulla via di segnalazione dell’interferone nelle cellule leucemiche suggeriscono che il ripristino delle vie immunitarie possa ri-sensibilizzare i tumori alle terapie. Questa visione dinamica dell’immunosorveglianza tumorale offre una prospettiva alternativa ai modelli tradizionali basati esclusivamente sulle alterazioni genetiche.

Nel campo dell’immunoterapia, la Dr.ssa Alice Giustacchini, Research Group Leader presso Human Technopole, ha presentato un approccio innovativo al trattamento della leucemia mieloide acuta pediatrica (pAML) basato su analisi multi-omiche a singola cellula. Il suo team ha identificato marcatori specifici delle cellule staminali leucemiche, aprendo la strada allo sviluppo di terapie CAR-T multi-bersaglio più sicure ed efficaci. Questo lavoro rappresenta un esempio emblematico di come l’analisi cellulare ad alta risoluzione possa guidare strategie di immunoterapia di precisione, in particolare in popolazioni pediatriche vulnerabili.

Malattie Genetiche Rare: da Incurabili a Trattabili

Le sessioni tematiche del secondo giorno si sono aperte con un focus sulle malattie genetiche rare, a lungo considerate troppo complesse o scarsamente attrattive per lo sviluppo farmaceutico. Come ha mostrato il Dr. Alberto Auricchio, Direttore Scientifico del Telethon Institute of Genetics and Medicine (TIGEM) di Napoli, questo scenario sta cambiando rapidamente. Il suo gruppo ha sviluppato terapie geniche basate su vettori AAV doppi per patologie quali la malattia di Stargardt e la sindrome di Usher, superando le limitazioni legate alla dimensione dei geni e alla loro veicolazione. I risultati preclinici e i primi dati clinici suggeriscono che condizioni un tempo considerate intrattabili potrebbero presto disporre di terapie efficaci e durature.

Il Dr. Alessandro Aiuti, Vice Direttore del San Raffaele Telethon Institute for Gene Therapy (TIGET), ha fornito una panoramica sull’evoluzione delle terapie geniche basate su cellule staminali ematopoietiche, che hanno rivoluzionato il trattamento di patologie come ADA-SCID, la leucodistrofia metacromatica e la sindrome di Wiskott-Aldrich. Queste terapie “one-shot”, basate sull’uso di cellule autologhe geneticamente corrette, offrono una prospettiva di cura duratura. Tuttavia, le sfide non sono solo scientifiche, ma anche regolatorielogistiche ed etiche, in particolare per garantire un accesso equo a trattamenti ad alto impatto clinico.

 

“Le sfide non sono solo scientifiche, ma anche regolatorielogistiche ed etiche,
in particolare per garantire un accesso equo a trattamenti ad alto impatto clinico”

Alessandro Aiuti (TIGET)

 

A completare il quadro, la Dr.ssa Nicole Soranzo, Responsabile del Research Centre for Genomics – Population & Medical Genomics presso Human Technopole, ha presentato i risultati dello studio Moli-sani, un progetto di genomica di popolazione su larga scala condotto nel Sud Italia. L’integrazione di punteggi di rischio poligenico e dati di genomica funzionale ha permesso di dimostrare come anche varianti genetiche rare di modesta entità possano influenzare il rischio di malattia, supportando strategie di diagnosi precoceprevenzione personalizzata e ottimizzazione dei trattamenti.

Terapia Genica e RNA Terapeutici: Uno Sguardo al Futuro

L’ultima sessione è stata dedicata alle prospettive future delle terapie genetiche e basate su RNA. Il Dr. Guangping Gao, Professore e Chair all’Università del Massachusetts, ha mostrato come il design razionale dei vettori AAV – dall’ingegnerizzazione del capside al targeting tissutale – possa migliorare in modo sostanziale la precisione della terapia genica in vivo. Il suo lavoro collega il successo preclinico nei modelli animali alle sperimentazioni cliniche nell’uomo, includendo approcci promettenti per malattie come la malattia di Canavan e la malattia delle urine a sciroppo d’acero.

La Dr.ssa Katie Whitehead, Professoressa alla Carnegie Mellon University, ha poi illustrato i progressi nel campo delle nanoparticelle lipidiche, i sistemi di delivery che hanno reso possibili i vaccini a mRNA e che oggi vengono adattati per colpire organi diversi dal fegato. Il suo gruppo ha esteso l’applicazione delle terapie a RNA a polmonepancreas e cervello, aprendo nuove possibilità terapeutiche in oncologia, neurodegenerazione e gene editing.

A chiudere la sessione, la Dr.ssa Laura Sepp-Lorenzino, Special Advisor ed ex CSO di Intellia Therapeutics, Inc., ha evidenziato il potenziale più ampio delle terapie basate su acidi nucleici, dagli oligonucleotidi all’editing genomico tramite CRISPR, come strumenti per affrontare patologie precedentemente considerate non farmacologicamente trattabili. Grazie a piattaforme ormai consolidate per lo sviluppo e la somministrazione rapidi, ha delineato un futuro in cui interventi curativi one-time potrebbero diventare una realtà clinica per un’ampia gamma di malattie.

Riflessioni Conclusive: Un Modello di Riferimento

Le considerazioni finali sono state affidate alla Dr.ssa Francesca Pasinelli, membro del Consiglio di Amministrazione di Human Technopole ed ex Direttore Generale della Fondazione Telethon, che ha ricordato come la traduzione della ricerca scientifica in terapie richieda infrastrutture adeguate, una strategia chiara e una visione di lungo periodo. Ha illustrato il modello traslazionale integrato sviluppato dalla Fondazione Telethon, che copre l’intero percorso dalla ricerca di base agli studi clinici e alla produzione, garantendo che i pazienti possano accedere a terapie salvavita anche in assenza di un immediato interesse commerciale.

 

“La traduzione della ricerca scientifica in terapie richieda infrastrutture adeguate, una strategia chiara e una visione di lungo periodo”

Francesca Pasinelli (Human Technopole Board Member)

Conclusioni

La conferenza di Napoli ha catturato un momento particolarmente dinamico nell’evoluzione della medicina traslazionale, trainato da progressi concettuali e da potenti sviluppi tecnologici. Attraverso temi che spaziano dalla trasduzione del segnale mitocondriale all’immunoterapia oncologica, dalla genomica delle malattie rare alle terapie basate su RNA, è emerso un messaggio chiaro: il percorso “dalle molecole alle terapie” non è più un obiettivo lontano, ma una realtà del presente. Trasformare le scoperte molecolari in trattamenti concreti rimane tuttavia una sfida complessa, che richiede creatività, collaborazione interdisciplinare, competenze regolatorie e un profondo senso di responsabilità verso i pazienti. La conferenza non si è limitata a mostrare i progressi scientifici, ma ha anche ispirato lo sforzo collettivo necessario per rendere il futuro della medicina più equo, efficace e inclusivo.